Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione "Approfondisci"

Stampa

Valore indotto, valore creditizio e signoraggio

Postato in Notizie Statiche

no  bene   pro   toto   libertas   venditur   auro

 

L’ANNO SABATICO

Valore indotto, valore creditizio e signoraggio

 

Giacinto Auriti

 

Una volta dimostrato che il valore monetario è un puro valore giuridico, indotto ed incorporato nel simbolo per convenzione sociale (come ad es. il valore del francobollo di antiquariato) che si distingue dal valore creditizio che è invece condizionato dal valore del bene oggetto del credito, si può finalmente dare una esatta interpretazione del passo del Deuteronomio che considera l'anno sabatico e la remissione dei debiti. (15,1-6). Con l'accensione del "prestito" vengono qui creati convenzionalmente e contestualmente, due diversi strumenti giuridici: il credito e la moneta oggetto del credito.

L'oggetto del credito è la misura del valore dei beni reali, che è la moneta creata per mera convenzione (come ogni unità di misura) con la medesima forma scritturale del credito e con esso mostruosamente coincidente nel medesimo simbolo nella ridicola espressione apposta sui simboli della moneta corrente, c.d. moneta nominale (ad es. "Lire... pagabile al portatore".

F.to "// governatore della Banca d'Italia”) concepita come falsa cambiale perché inesigibile, e vera moneta perché convenzionalmente accettata come tale. Credito e moneta sono due fattispecie giuridiche che non possono coesistere sotto la medesima manifestazione formale perché tra loro incompatibili. Il credito è infatti un diritto personale, la moneta è invece un bene oggetto di diritto reale.

A conferma di ciò sta anche la circostanza che mentre il portatore della cambiale è sottoposto all'alea dell'inadempimento (come ogni creditore), il portatore della moneta ha un valore attuale e certo, libero da ogni rischio da insolvenza (come ogni proprietario). Finora non è stato possibile distinguere tra credito e moneta oggetto di credito perché mancava la definizione del valore come rapporto tra due fasi di tempo e, conseguentemente, la definizione del valore indotto della moneta come tempo oggettivato ed incorporato nel simbolo in quando misura del valore e valore della misura (sulla "oggettivazione del tempo" cfr,, Auriti, Note di filosofia del valore, in La Perdonanza, n. 47, luglio-agosto 2000, p. 30, Ed. Centro Internazionale Studi Celestiniani, L'Aquila). Su queste premesse appare in tutta evidenza che lo scopo del prestito nel diritto ebraico è duplice: creare ad un tempo il debito e l'oggetto del debito.

Poiché sia il prestito che la monete possono essere prodotti dalla medesima "convenzione" e poiché la funzione del simbolo è solamente quella di manifestare il valore monetario e  di attribuirne la titolarità al portatore (per il c.d. principio della incorporazione del valore nel documento) anche se è di costo nullo (carta), accettando il simbolo come moneta scritturale all'atto dell'emissione, il prenditore ne crea il valore indebitandosi contestualmente di altrettanto verso l'emittente perché l'accetta in prestito. 

Posta la distinzione tra debito e oggetto del debito, è possibile interpretare la legge dell'anno sabatico per la remissione dei prestiti e definire il signoraggio:

a) la remissione estingue il debito reciproco, ma non il valore monetario oggetto del debito, che trasforma il portatore da debitore in proprietario della "sua" moneta. E questa regola vale solo per i componenti del popolo ebraico: "Ogni sette anni farai la remissione. È questa la legge della remissione. Ogni creditore rimetta ciò che avrà prestato al suo prossimo; non lo riscuota più dal suo prossimo... (Deuteronomio, 15, 1-2)". Poiché con la remissione si estingue il debito, ma non l'oggetto del debito, il debitore viene trasformato da debitore in proprietario della moneta creata contestualmente a debito con la sua accettazione. Ecco perché, essendo remissione monetaria attuata con prestiti reciproci, la remissione dei debiti non causa l'impoverimento, ma l'arricchimento della collettività;

b) II signoraggio, che trasforma tutti gli altri popoli da proprietari in debitori del proprio denaro. "Tu potrai esigere il tuo credito dallo straniero, però rimetti a tuo fratello quello che avrà del tuo" (Deuteronomio, 15,3)... "tu presterai a molte genti e non prenderai nulla in prestito; signoreggerai su molte genti ed esse non signoreggeranno su te" (Deuteronomio 15,6) II signoraggio si realizza storicamente col prestito erogato agli altri popoli con moneta scritturale proprietà dell'emittente, cioè formalmente manifesta mediante scritturazione analoga a quella della cambiale perché nata come oggetto del prestito reciproco, per convenzione, all'interno della collettività ebraica.

Una volta dimostrato - con la scoperta del valore indotto - che, all'atto dell'emissione, crea il valore della moneta non chi la emette, ma chi l'accetta, è ovvio che tutti possono prestare denaro tranne chi lo emette, altrimenti espropria ed indebita illecitamente del proprio denaro chi l'accetta.

Questa truffa viene ancora oggi effettuata con l'erogazione dei prestiti anche ai popoli del terzo mondo in cui si spaccia come legittimo il prestito in quanto l'emissione del denaro prestato (ad es. dollari) è effettuata da uno stato estero (ad es. USA). A ben guardare anche qui opera la regola del signoraggio prevista dal Deuteronomio perché la proprietà della moneta nasce nelle mani della collettività che la emette prima che sia accettata in prestito da chi l'accetta... Per collettività deve intendersi non quella nazionale, nel cui ambito circola la moneta (ad. Es. USA), ma i pochi azionisti del sindacato di maggioranza della banca centrale (ad es. Federal Reserve Bank) perché vengono riconosciuti universalmente come proprietari per il solo fatto che la moneta da loro emessa viene accettata in prestito. Prestare denaro è prerogativa del proprietario.

Solo su queste premesse si può interpretare il simbolo apposto sul dollaro: la piramide tronca fatta di materia sormontata al vertice dalla piramide di luce. Per il vertice di luce vale il privilegio del signoraggio della moneta-proprietà, per i popoli vale la legge della moneta debito. Riconoscere esplicitamente mediante dichiarazione cartolare apposta sul simbolo che la moneta è proprietà del portatore è l'unica possibilità per liberare i popoli dal signoraggio della grande usura. Il Simec messo in circolazione in Abruzzo è la prima moneta al mondo, dopo la moneta d'oro, che ha la caratteristica di essere proprietà del portatore e senza riserva, concepito cioè come valore indotto e non come valore creditizio.

Per questo può costituire l'esperimento pilota su cui programmare una moneta mondiale che liberi i popoli dagli equivoci e dalle lacune culturali del signoraggio. Con vivo interesse abbiamo letto (II Messaggero, 1-9-2001) una sorprendente dichiarazione del Presidente della Commissione Europea Romano Prodi resa in teleconferenza da Bruxelles al Convegno Nazionale della ACLI: "Quando sento parlare di Europa dei banchieri mi viene da ridere.

Se c'è una decisione politica è proprio quella di creare una moneta comune". Poiché di banche centrali in Europa ce n'è una sola, e la parola "comune" si riferisce ad una collettività di comproprietari - stando alle dichiarazioni di Prodi - l'Euro dovrebbe essere "moneta proprietà" e non "debito del portatore", attribuita ad ogni cittadino europeo come reddito di cittadinanza all'atto dell'emissione. Se non sarà questa la qualifica giuridica ed economica dell'Euro a ridere saranno i banchieri.

 

Fonte : http://www.abruzzopress.info/  Ao-Economia Chieti 5 settembre 2001.

Per informazioni www.simec.org

E-mail   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Mighty Free Joomla Templates by MightyJoomla