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Perché Berlusconi sbaglia

Postato in Notizie Statiche

Il prelievo fiscale non va ridotto, ma abolito

 

di Giacinto Auriti

Quando l’on. Berlusconi propone di tagliare le tasse, non si rende conto che le tasse si pagano in moneta e che la moneta pur essendo una unità di misura ha la caratteristica della certezza numerica del suo ammontare, ma non del suo “valore”.

Mentre l’espressione numerica della moneta è rigida, il suo valore è una variante che non consente certezze di previsione. Così, ad esempio, se ho una diminuzione del prelievo fiscale del 2% ed un aumento del potere d’acquisto della moneta del 4%, il prelievo fiscale non diminuisce, ma aumenta del 2%.


È sintomatico il fatto che le banche abbiano aumentato notevolmente i costi dei servizi bancari per rendere più rara la moneta nelle tasche della collettività con l’evidente scopo di prevenire la “minaccia berlusconiana”. A seguito di questa manovra finanziaria, il contribuente si vede esposto al rischio di pagare meno tasse come espressione numerica del loro ammontare, ma di pagarne il doppio come “valore”, cioè come “potere d’acquisto”.

Quando la moneta era d’oro, cioè proprietà del portatore, la collettività non correva questo rischio perché la banca non poteva regolarne la liquidità in quanto non la poteva emetterla prestandola (per signoraggio).
Ecco perché, per risolvere il problema, bisogna togliere alle banche centrali la proprietà della moneta all’atto dell’emissione e restituirla alle collettività nazionali attivando il quarto potere costituzionale della sovranità monetaria.

Dichiarata la moneta proprietà dei cittadini, lo Stato deve trattenere all’origine, all’atto dell’emissione, quanto necessario per esigenze fiscali di pubblica utilità. In tal modo il prelievo fiscale non va ridotto, ma abolito.

 

Fonte : www.abruzzopress.it  –  E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. –Ap – Il pensiero di Auriti
 23 Settembre ’04 - Anno XXII – n. 280-

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