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A Guardiagrele, Giacinto Auriti 77 anni, batte moneta?!

Postato in Interviste al professore

A Guardiagrele, paese di diecimila persone in Abruzzo, Giacinto Auriti, 77 anni e già docente di teorie monetarie, ha, "inventato" una moneta (il Simec) che, in meno di un mese, ha soppiantato la lira. Tutti vogliono il Simec che vale ormai il doppio della lira, ma come è possibile ciò?

risponde Michela Auriti, giornalista, figlia di Giacinto Auriti

Per tutta la vita, mio padre ha condotto una battaglia: togliere la proprietà della moneta alla Banca d'Italia e darla ai cittadini. Ora, a 77 anni, sta realizzando il sogno di creare ricchezza nelle mani della gente.


A Guardiagrele, cioè nel suo paese, papà cambia lire in Simec, sigla che sta per "Simbolo econometrico di valore indotto" e che, di fatto, è diventata moneta locale. Funziona così:
con 100 mila lire si comprano 100 mila Simec.
Ma nei negozi del paese che lo accettano, il suo valore d'acquisto è doppio rispetto a quello della lira.
Un telefonino da 800 mila lire, perciò, ne costa 400 mila. Questo è possibile perché, alla fine del ciclo, i negozianti si presentano da mio padre che "ricompra" il Simec al doppio. Una pazzia ? Per ora è un successo.
La gente spende, compra di più, nel paese che già molti chiamano la "piccola Svizzera".
Un vecchietto ha detto a mio padre: "M'hai raddoppiato la pensione!".
Ci ha fatto una certa impressione, in famiglia, vedere papà al telegiornale con le sue banconote filigranate, infalsificabili.
Come può fare una cosa del genere? E con quali rischi?
"Io non batto moneta", ha risposto lui.
"Il Simec è come un francobollo d'antiquariato, che raddoppia il suo valore nelle mani di chi lo accetta. Più circola, più si produce ricchezza, più aumenta il suo valore.
E la logica è quella del baratto.
È come avere in mano un "Gronchi rosa", il cui valore di milioni è una convenzione".

Papà, ma è venuta la Guardia di finanza...

"Sì, e ha constatato che non c'è alcuna irregolarità. Nei negozi dove si acquista in Simec, il cassiere batte lo scontrino e allo Stato questo interessa: che si paghino le tasse. Ma se la Banca d'Italia stampa e presta, indebitando i cittadini, io stampo e do.
Non ci guadagno nulla: semmai ci rimetto".
Sull'onestà di mio padre sono pronta a giurare non solo io, che sono la figlia, ma anche tutti i guardiesi e molte migliaia di abruzzesi: chi avrebbe dato fiducia a un uomo di 77 anni, che cambia lire in Simec, se non fosse noto per il suo buon nome ?

Chiedo a mio padre cosa accadrebbe se, tutti insieme, i commercianti chiedessero indietro le lire.
"Non succederà", dice lui, segnalato per il Nobel. "Hanno un valore che vorranno tenersi e il Simec viene già richiesto anche dai collezionisti. Inoltre questo esperimento è già consolidato in molte città americane, tra cui Halifax e Ithaca, dove la moneta locale circola assieme al dollaro". Intanto il mio direttore m'ha preso in giro:

"II prossimo stipendio tè lo do in Simec!".
Lo dico a papà, e lui: "Bravo, ha capito".

Fonte: settimanale " Oggi " pubblicato sul numero 34 del 17 agosto 2000.

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