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IL VALORE DEL DIRITTO - LA MISURAZIONE CONVENZIONALE DEL VALORE

Scritto da Super User. Postato in Libri sull'argomento

 

CAPITOLO V 

 

LA MISURAZIONE CONVENZIONALE

 

DEL VALORE 

 

SOMMARIO: 11. La moneta come fattispecie giuridica, come modo di essere del valore del diritto. - 12. Considerazioni conclusive. 

 

11. La moneta come fattispecie giuridica, come modo di essere del valore del diritto 

 

Prima di procedere alla definizione della moneta, occorre rimuovere i pregiudizi che pretendono di ricondurre il fenomeno monetario esclusivamente nell'ambito delle scienze economiche. Le definizioni che fino ad oggi sono state date della moneta sono tutte riconducibili, come è noto, alle due ipotesi di valore creditizio valore convenzionale. Poiché, sia il credito che la convenzione sono delle fattispecie giuridiche, non v'è dubbio che la moneta costituisca oggetto della scienza del diritto. D'altro canto - una volta definito il diritto come strumento, ossia come bene - non v'è dubbio che la moneta possa costituire, come fattispecie giuridica, anche oggetto della scienza economica. 

 

Ciò premesso, occorre ulteriormente precisare quale sia fra le due ipotesi, convenzione credito, quella da accettare, per poter poi validamente considerare la fattispecie. 

 

A nostro avviso, la definizione della moneta come valore creditizio non è accettabile, perché allora bisognerebbe anche definire l'oggetto di questo credito; e poiché la moneta serve come mezzo per estinguere i crediti, mentre la moneta continua a circolare dopo ogni transazione, non può la moneta nella sua natura essenziale essere definita ad un tempo come credito e oggetto del credito. E ciò anche se, a volte, il credito è usato come mezzo di pagamento e come surrogato dalla moneta. 

 

La moneta, a nostro avviso, è un bene immateriale di valore convenzionale e, allo stato attuale dei regimi monetari, gravata di debito. La moneta ha valore perché misura il valore dei beni. Poiché ogni unità di misura è convenzionalmente stabilita, la fonte dello strumento monetario è la convenzione. 

 

Ogni unità di misura ha la qualità corrispondente a ciò che deve misurare: il metro ha la qualità della lunghezza perché misura la lunghezza, il chilogrammo ha la qualità del peso perché misura il peso, la moneta ha la qualità del valore perché misura il valore. La moneta è inoltre un bene collettivo, in quanto è creato dalla collettività che accetta la convenzione monetaria. La moneta è un bene immateriale perché la sua strumentalità non risiede nell'elemento materiale del simbolo, ma nella realtà spirituale nella quale si consolida il valore monetario. 

 

A conferma di ciò sta di fatto che, se si dichiara una moneta fuori corso, il simbolo monetario, pur senza perdere la sua integrità fisica, perde il suo valore. Ciò proprio perché è venuta meno quella convenzione che lo causa. Il simbolo monetario è dunque la manifestazione formale di questo valore giuridico convenzionale. Andando in profondità su questo concetto, ci si avvede che convenzione significa, per coloro che ne partecipano, la previsione del comportamento altrui come condizione del proprio. Intanto si è disposti ad accettare in pagamento moneta contro merce in quanto si prevede di poter dare moneta contro merce. 

 

12. Considerazioni conclusive 

 

Una volta dimostrato che la realtà spirituale del diritto si consolida in un rapporto tra fasi di tempo intersoggettivo, cioè a dire in una previsione collettiva contestualmente vissuta da tutti i partecipanti di questo valore convenzionale, appare evidente che l'elemento materiale del simbolo ha una strumentalità meramente accessoria rispetto a quella realtà spirituale in cui il valore convenzionale si realizza. 

 

Le tesi tradizionali che pretendevano di definire il valore come una qualità della materia ed in essa immanente, hanno dirottato le scelte culturali sui falsi binari di una concezione materialistica del valore. Così ad esempio, nel linguaggio corrente è usuale l'espressione per cui l'oro avrebbe un proprio valore "intrinseco". Questa tesi non è accettabile, perché anche l'oro ha valore per il solo fatto che noi ci siamo messi d'accordo che lo abbia. L’elemento materiale non ha dunque altra funzione che quella di manifestare il bene, consentendo così di oggettivarlo come contenuto del diritto, attribuendo la proprietà di questo bene immateriale al portatore del documento. Le vecchie dottrine, che pretendevano di distinguere i beni materiali da quelli immateriali, in base alla circostanza che i primi sarebbero percepibili mediante i sensi, ed i secondi mediante l'intelletto, non sono attendibili, perché anche i beni immateriali si manifestano attraverso un mezzo sensibile. Ad esempio: carta ed inchiostro nel diritto d'autore, nei disegni del brevetto o nell'opera dell'ingegno. La verità è quindi che si può distinguere il bene materiale dal bene immateriale, perché nel primo la strumentalità risiede nella materia, e nel secondo in una realtà spirituale. 

 

Una volta ricondotto il concetto di diritto a quello di strumento, possiamo dire che anche il diritto è un bene immateriale perché l'elemento formale ha la mera funzione di manifestarlo, mentre la strumentalità della norma risiede nella tipica realtà spirituale, cioè la volontà normativa. Su queste premesse ci si rende conto della enorme potenzialità di valore della attività mentale di gruppo, capace di realizzare nel valore convenzionale monetario una quantità di valore pari a quello di tutti i beni reali misurati o misurabili nel valore. Un popolo che accetta la convenzione monetaria - una volta dimostrato che la moneta è misura del valore e valore della misura - realizza una duplicazione speculare della propria ricchezza. 

 

 

INDICE 
 
 

 

Premessa …………………………………………………       pag.     2 
 
 

 

Cap. I - Definizione del diritto …………………………          »        3

 

1.  Il diritto come strumento. - 2. La forma come elemento essenziale dello strumento giuridico. - 3. Il diritto sociale. 

 
 

 

Cap. Il - Fisiologia e patologia del diritto e della società…  »   5

 

4. Implicazioni delle scelte filosofiche sulla scienza del diritto.

 

5. Società organica e  soggettività strumentale. La c.d. piramide rovesciata. 

 
 

 

Cap. III - Il regime giuridico del momento  edonistico

 

del valore………………………………………………         »      9

 

6. La proprietà. - 7. Interdipendenza tra caratteristiche dell'ordinamento giuridico e caratteristiche dei corrispondenti giudizi di valore. - 8. Distinzione tra comunismo e comunione. 

 

 

Cap. IV - Diritto ed etica………………………………      »     15

 

9. L'esigenza di giustizia come necessità naturale della persona umana. - 10. L'etica economistica come forma patologica dei giudizi di valore. 

 

 

Cap. V - La misurazione convenzionale del  valore…… »    21

 

11. La moneta come fattispecie giuridica, come modo di essere del valore del diritto. - 12. Considerazioni conclusive. 

 
 
 

 

Finito di stampare nel mese di gennaio 1996 dalla Edigrafital S.p.A. - S. Atto di Teramo 

 

“ il diritto è utile quando soddisfa il bisogno di giustizia “  

copia gratuita

 

 

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